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Dr. Glauco Bertolini 16.01.05

La prima volta che se ne scrisse fu nell'agosto 1945. Ne scrissero su "La Penna", battagliero periodico emerso di fresco dalla macchia dov'era nato, i partigiani politicamente non allineati Giorgio Morelli  (...) e Eugenio Corezzola (...).
I due, in quell'agosto, ne scrissero perchè nel folto dei boschi tra Albinea e Vezzano era stato casualmente scoperto, appunto, il malsepolto cadavere del cattolico "Azor" (...), vicecomandante 25enne della 76a bigata Sap. ed era noto come personaggi della Resistenza che (...) non avevano amato i di lui orientamenti, nulla avessero dimostrato di fare per rintracciarlo dopo averlo dato per allontanatosi volontariamente dal giorno 21 dwl marzo precedente. Tanto noto, questo atteggiamento, che ai funerali - partecipati da tremila persone- si fecero sventolare soltanto tricolori, niente bandiere rosse. (...)
Si trattò di uno degli eventi che, allora, scosse molti nell'intimo. Ma sul perpetuarsi delle violenze persisteva una generale reticenza: colpevole da un lato, timorosa dall'altro. In effetti, l'intera vicenda Azor fu forse quella in cui si scavò meno. Fin da subito (...)
In qualche modo , comunque, si imbastì una vicenda giudiziaria che durò dal 1949 al 1954. Ma i processi di quel tipo, all'epoca, si sfilacciavano sino a sfociare nel nulla (...)
Veli colpevoli, esiguità del materiale disponibile per la ricerca, trascorrere del tempo, sembravano dunque aver reso sempre più densa la nebbia dell'oblìo. Che ora però viene squarciata, a sessant'anni di distanza, da un libro costruito attraverso il carteggio di famiglia, documenti indediti e interviste a testimoni sopravvissuti. (...)
  

Pubblicato il 21/2/2005 alle 21.26 nella rubrica Hanno scritto.

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